Nautica e sostenibilità

Il mare e le coste sono una risorsa primaria da salvaguardare e tutelare per noi ma soprattutto per le generazioni future (tempo lettura 4 minuti)

Nautica e sostenibilità
09/02/2022

Nautica sostenibile: tecnologie e buone pratiche per navigare riducendo l’impatto ambientale

Ricerca, innovazione e responsabilità individuale sono elementi fondamentali per rendere la nautica più sostenibile.

L’impatto ambientale di un’imbarcazione non dipende soltanto dal carburante utilizzato durante la navigazione. Devono essere considerati anche la progettazione dello scafo, i materiali, la produzione dell’energia, la manutenzione, la gestione dei rifiuti e lo smaltimento dell’unità al termine della sua vita utile.

Navigare in modo sostenibile significa quindi ridurre consumi, emissioni, rumore e possibili danni agli ecosistemi, mantenendo al tempo stesso adeguati livelli di sicurezza e affidabilità.

Che cosa significa nautica sostenibile

La nautica sostenibile comprende tutte le soluzioni tecniche e i comportamenti finalizzati a limitare l’impatto delle imbarcazioni sull’ambiente.

Gli ambiti principali sono:

  • progettazione di scafi più efficienti;

  • riduzione dei consumi;

  • motorizzazioni elettriche e ibride;

  • utilizzo di materiali riciclabili;

  • controllo delle emissioni e del rumore;

  • corretta gestione delle acque e dei rifiuti;

  • manutenzione responsabile;

  • recupero e riciclo delle imbarcazioni a fine vita.

La sostenibilità deve essere considerata durante tutto il ciclo di vita della barca, dalla costruzione alla demolizione.

Un’imbarcazione efficiente ma realizzata con materiali difficili da recuperare oppure alimentata con energia proveniente da fonti fortemente emissive può avere un impatto ambientale maggiore di quanto appaia durante il solo utilizzo.

Scafi più efficienti e minori consumi

La forma dello scafo influenza direttamente la resistenza all’avanzamento e, di conseguenza, il consumo di carburante o energia.

Cantieri e progettisti lavorano su:

  • riduzione del peso;

  • ottimizzazione delle carene;

  • migliore distribuzione dei carichi;

  • uso di appendici più efficienti;

  • riduzione degli attriti;

  • integrazione tra scafo e sistema propulsivo.

Anche la manutenzione incide sull’efficienza. Una carena ricoperta da incrostazioni aumenta la resistenza e può determinare consumi superiori.

La pulizia deve però essere eseguita nel rispetto delle regole ambientali, evitando la dispersione incontrollata in acqua di residui di vernice, antivegetativa o sostanze potenzialmente dannose.

Motori elettrici e sistemi ibridi

La propulsione elettrica sta trovando sempre maggiore applicazione nel settore nautico, soprattutto su tender, piccole unità, barche utilizzate nelle acque interne e imbarcazioni destinate a percorrenze prevedibili.

I principali vantaggi durante l’utilizzo sono:

  • assenza di emissioni di scarico locali;

  • riduzione del rumore;

  • minori vibrazioni;

  • elevata efficienza del motore;

  • manutenzione generalmente più semplice;

  • migliore comfort durante la navigazione.

Il motore elettrico non può tuttavia essere considerato una soluzione priva di impatto ambientale.

La sostenibilità complessiva dipende anche da:

  • provenienza dell’energia utilizzata per la ricarica;

  • produzione e durata delle batterie;

  • possibilità di recuperare i materiali;

  • dimensionamento dell’impianto;

  • effettivo utilizzo dell’imbarcazione;

  • disponibilità di infrastrutture di ricarica.

Per alcune unità, soprattutto quando sono richieste autonomia elevata e potenza costante, i sistemi ibridi possono rappresentare una soluzione intermedia.

Questi impianti affiancano un motore endotermico a uno o più motori elettrici, permettendo di scegliere la modalità di propulsione più adatta alle condizioni di navigazione.

Pannelli solari ed energie rinnovabili

I pannelli fotovoltaici sono già ampiamente utilizzati a bordo per contribuire alla ricarica delle batterie e alimentare servizi come illuminazione, frigoriferi, strumenti e pompe.

La quantità di energia prodotta dipende da:

  • superficie disponibile;

  • orientamento dei pannelli;

  • esposizione al sole;

  • condizioni meteorologiche;

  • efficienza dell’impianto;

  • consumi delle apparecchiature.

Sulle imbarcazioni di dimensioni contenute il fotovoltaico difficilmente può sostenere da solo una propulsione elettrica con elevati consumi, ma può aumentare l’autonomia dei servizi e ridurre l’utilizzo del motore o del generatore per la ricarica.

Sulle barche a vela, la combinazione tra navigazione a vela, pannelli solari e sistemi di rigenerazione può ridurre significativamente la necessità di utilizzare il motore endotermico.

Barche elettriche e aree marine protette

Non è corretto affermare che tutte le imbarcazioni elettriche siano automaticamente ammesse nelle aree marine protette.

Ogni area è suddivisa in zone sottoposte a differenti livelli di tutela e dispone di un proprio regolamento. In alcune zone la navigazione può essere vietata, limitata oppure subordinata ad autorizzazione, indipendentemente dal tipo di motore.

Le unità a basso impatto ambientale possono beneficiare di condizioni più favorevoli in determinati contesti, ma prima di entrare in un’area protetta è sempre necessario verificare:

  • zonizzazione;

  • limiti di velocità;

  • aree interdette;

  • regole per l’ancoraggio;

  • autorizzazioni richieste;

  • disposizioni relative a scarichi e rifiuti;

  • eventuali agevolazioni per unità elettriche.

La propulsione elettrica non elimina inoltre altri possibili impatti, come il disturbo alla fauna, l’ancoraggio sui fondali sensibili o la navigazione a velocità non adeguata.

Comportamenti sostenibili durante la navigazione

Anche una barca tradizionale può essere utilizzata in modo più responsabile.

Tra le principali buone pratiche rientrano:

  • mantenere una velocità efficiente;

  • evitare accelerate e variazioni continue di regime;

  • controllare periodicamente motore e consumi;

  • prevenire perdite di carburante e olio;

  • utilizzare detergenti compatibili con l’ambiente marino;

  • non scaricare rifiuti o acque contaminate;

  • ridurre la plastica monouso;

  • differenziare i rifiuti a bordo;

  • non abbandonare lenze o materiale da pesca;

  • rispettare fauna, fondali e zone di tutela;

  • evitare l’ancoraggio sulle praterie di Posidonia;

  • utilizzare campi boa e ormeggi organizzati quando disponibili.

Durante il rifornimento bisogna prestare particolare attenzione a evitare sversamenti. È opportuno conoscere la capacità effettiva del serbatoio, interrompere l’erogazione per tempo e tenere a disposizione materiale assorbente adatto.

Manutenzione e refitting

Una manutenzione regolare prolunga la vita dell’imbarcazione e riduce la necessità di sostituire prematuramente motori, impianti e componenti.

Il refitting può rappresentare un’alternativa sostenibile alla costruzione di una nuova unità, soprattutto quando lo scafo e le strutture principali sono ancora in buone condizioni.

Gli interventi possono comprendere:

  • sostituzione di motori poco efficienti;

  • aggiornamento degli impianti elettrici;

  • installazione di pannelli solari;

  • miglioramento dell’isolamento;

  • sostituzione dell’illuminazione;

  • riduzione dei consumi di bordo;

  • recupero degli interni;

  • installazione di sistemi di monitoraggio energetico.

La convenienza ambientale ed economica deve essere valutata caso per caso, considerando l’età, le condizioni e l’utilizzo previsto dell’unità.

Materiali e fine vita delle imbarcazioni

Uno dei problemi più complessi riguarda la gestione delle imbarcazioni al termine della loro vita utile.

Legno e metalli possono essere recuperati con processi già consolidati. I materiali compositi, come vetroresina e fibra di carbonio, presentano invece maggiori difficoltà di separazione e riciclo.

La ricerca si sta orientando verso:

  • resine con minore impatto;

  • fibre naturali;

  • componenti riciclabili;

  • materiali provenienti da fonti rinnovabili;

  • sistemi costruttivi facilmente separabili;

  • tecniche di recupero dei compositi.

Abbandonare una barca inutilizzabile non rappresenta soltanto un problema estetico o amministrativo. Carburante, batterie, oli, vernici e materiali degradati possono provocare danni all’ambiente costiero e marino.

La dismissione deve quindi essere affidata a operatori autorizzati, capaci di rimuovere e gestire correttamente i componenti pericolosi.

Esiste una normativa sulla nautica sostenibile?

Non esiste un’unica legge nazionale che riunisca tutti gli aspetti della sostenibilità nautica.

Il settore è disciplinato da un insieme di norme europee, nazionali e locali che riguardano:

  • emissioni dei motori;

  • livelli di rumore;

  • progettazione e costruzione delle unità;

  • gestione dei rifiuti;

  • tutela delle aree marine;

  • scarichi;

  • sostanze pericolose;

  • installazione di sistemi di propulsione alternativi;

  • sicurezza degli impianti.

La normativa europea sulle unità da diporto stabilisce, tra gli altri aspetti, requisiti relativi alle emissioni di scarico e alla rumorosità dei motori immessi sul mercato.

A queste disposizioni si aggiungono i regolamenti delle aree marine protette, le ordinanze locali e le regole applicate da porti e marine.

Il futuro della navigazione sostenibile

La transizione verso una nautica a minore impatto non dipenderà da una sola tecnologia.

Motori elettrici, propulsioni ibride, carburanti alternativi, materiali riciclabili e progettazione efficiente contribuiranno in modo diverso a seconda del tipo di imbarcazione e del suo utilizzo.

Allo stesso tempo, il comportamento del diportista rimane determinante. Anche la soluzione tecnicamente più avanzata perde efficacia se l’imbarcazione viene utilizzata senza manutenzione, con velocità eccessiva o senza rispetto per gli ecosistemi.

Navigare in modo sostenibile significa quindi utilizzare la tecnologia in maniera consapevole, pianificare correttamente ogni uscita e considerare il mare non soltanto come uno spazio da attraversare, ma come un ambiente da proteggere.

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